La frenesia da furto negli hotel

venice-2522467 Chi non è mai stato tentato di partire dopo aver soggiornato in un hotel portandosi via un piccolo souvenir? Se la maggior parte dei clienti è frenata da questa smania cleptomane, gli albergatori devono far fronte a quelli che passano all’azione e che ripartono con oggetti che non gli appartengono.

Con il pretesto di aver pagato una camera, alcuni pensano di potersi servire come se l’albergo fosse un negozio di arredi e decori gratuiti. Anche se alcuni prodotti sono inclusi nel prezzo del soggiorno, come i gel doccia, creme e altri articoli di cortesia, ciò non li autorizza ad andare ad attingere dal carrello della biancheria fermo al piano.

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Dei piccoli birbanti non esitano, infatti, a riempire la propria casa e quella di amici con i prodotti di bellezza sottratti. Inoltre, più la struttura alberghiera è rinomata o ha un accordo con una marca conosciuta più lo shampoo sarà oggetto di desiderio.

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Ciò rivela sia la tirchieria del vostro ospite, sia il suo grande snobismo immaginando di poter lasciare a bocca aperta i propri amici per del sapone con il logo di un hotel di lusso.

Poco importa la motivazione, il risultato è evidente, gli alberghi lamentano il numero crescente di questi furbetti, infatti il 95 % delle strutture alberghiere contattate affermano di essere state vittime di furti di vari oggetti, secondo una ricerca condotta dal sito di prenotazioni lastminute.com

Attualmente 1 cliente su 10, se non addirittura 1 cliente su 9, nelle strutture a 4 e 5 stelle si dà a questo ‘sport’ ad alto rischio. Infatti, non bisogna dimenticare che si tratta di furto, infrazione punibile in Italia secondo l’articolo 624 e 625 del Codice Penale con una pena fino ai 3 anni di reclusione e con una multa. Sarebbe bene che riflettessero prima di infilare un accappatoio da bagno in valigia.

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Per affrontare questo fenomeno, gli albergatori adottano delle strategie diverse. Ci sono quelli che fanno finta di niente per paura di perdere clienti pensando che tutto ciò faccia parte delle perdite e dei profitti, ma ci sono anche quelli che non esitano ad addebitare il maltolto direttamente sulla carta di credito del cliente. Generalmente il cliente non ha niente da ridire perché è perfettamente consapevole del suo pessimo gesto e sa che l’albergo si è tutelato nel riportare questa facoltà nelle condizioni generali di vendita. Tuttavia questa efficace strategia che colpisce il portafoglio purtroppo non scoraggia tutti i clienti!

Tra i ‘ricordi’ alberghieri più desiderati, ci sono anche gli asciugamani da bagno, gli accappatoi, le pantofole e le penne. Quest’ultime che riportano nella maggioranza dei casi la scritta con il nome dell’hotel possono, però, essere considerate come dei gadget pubblicitari dati ai clienti per il loro soggiorno.

Ahimé, la lista degli oggetti sottratti tende ad allungarsi e diventa sempre più bizzarra: pile di telecomandi, asciugacapelli da muro smontati, ferri da stiro, coperte, lenzuola, etc. Gli aneddoti sono numerosi e alcuni raccontano anche di mobili spariti nonostante la sorveglianza della direzione.

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Per contrastare questa triste moda di sottrarre oggetti dagli alberghi, quest’ultimi tendono sempre più a dotarsi di prodotti monouso o usa e getta. Il cliente capisce subito la strategia ma i questionari di soddisfazione rivelano che questa soluzione non fa assolutamente abbassare le statistiche. Al contrario, molti clienti considerano questa soluzione molto piacevole perché igienica e più rispettosa dell’ambiente.

Il prodotto da bagno usa e getta è quindi la soluzione per dissuadere i clienti dal portare a casa qualche souvenir e per non farli sentire in colpa se ripartono con gli asciugamani usa e getta non utilizzati.

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